Piccolo appartamento

Progetto: Davide Vizzini, DVDV Studio Architetti
Luogo: Milano, Italy
Area: 60 mq
Anno: 2018
Foto: Cristina Galliena Bohman
Stylist: Laura Maugeri
Colaboratori: Zuzana Kulhánková

Progetto pubblicato su:
COSE DI CASA
n° 11 Novembre 2019, pp. 78-85

Una piccola casa che si presenta subito con una difficoltà: l’ingresso si apre su un lungo corridoio. Convogliamo quindi tutte le energie nell’affrancamento di questo luogo funzionale per farne un motore allegro e luminoso: un marchingegno il cui azionamento farà funzionare la casa.

Questo appartamento si affaccia su un elemento prezioso nel centro di Milano, l’acqua della Darsena, ma lo fa con una sola stanza, in fondo ad un corridoio. Benissimo, facciamo di un potenziale imbuto in penombra un collettore di energia e facciamogli scandire con decisione il ritmo delle porte che si susseguono.
Niente quadretti incorniciati e applique alle pareti. Invece che dissimulato, l’effetto imbuto sarà accentuato e illuminato. Le stanze si muoveranno per incastrarsi tutte, in fila ininterrotta, dietro alla piattissima parete sinistra del corridoio. Anche la cucina, laggiù in fondo, arretrerà e si nasconderà per accentuare fino all’ultimo centimetro la prospettiva dall’ingresso.
Qualche acrobazia con l’elettricista per mettere neanche un interruttore o derivazione accanto alle porte.

Superfici che si colorano a vicenda

Delicati riverberi di colore

A questo punto del progetto abbiamo una scatola stretta, lunga, piatta e liscia; le superfici di pareti e soffitto sono lì a farsi sfumare dalla luce proveniente dall’unica finestra. C’è spazio perché venga inoculata una vibrazione sul liscio del soffitto, si pensa prima a gessi e losanghe e poi si opta per pannelli che si facciano piccole ombre a vicenda e riverberino leggermente i colori reciproci.
Ancora piccole lotte con il tintometro per trovare i colori che, una volta ingabbiati, faranno del listello in legno con le prove-colore una preziosa mascotte di cantiere. La cliente ancora lo custodisce gelosamente. Ma il debito, molto molto umilmente, è alle opere dell’artista Ettore Spalletti, ridotto a decorazione. Ma questa è la nostra quotidianità di bombardati di immagine.

Visto che stiamo modulando linee superfici e piccoli riverberi di colore, per le scaffalature contenitore del corridoio introduciamo le ombre pixelate della lamiera forata. Per questi elementi il debito di ispirazione va pagato alla Patricia Urquiola del bookshop della Triennale.
Infine, grandi ante a battente e scorrevoli fanno funzionare il soggiorno come camera per ospiti occasionali.
Abbiamo una prospettiva.

Percorso di progetto

Disegni


un appartamento degli anni '70 che anelava rinnovamento

Prima del progetto