Progetto per una casa estiva al centro della Sicilia, equidistante, 100 Km circa, dalle tre linee costiere. Il paesaggio circostante è quello secco e ventilato del mare di colline coltivate a grano, verdi in maggio, gialle in giugno e marrone bruciato di luglio e agosto.

La casa offre riparo dal sole rabbioso dell’estate durante il giorno per aprirsi alle sere fresche del clima continentale centrosiculo. La tecnica è quella appresa dagli antichi dammusi delle isole piccole siciliane che insegnano all’isola grande a ripararsi dal caldo: i muri e le coperture spesse e ben isolate, qui xlam coibentato con fibra di legno e argilla, riparano dal caldo dall’alba al tramonto.

Le grandi persiane filtrano il sole e lasciano entrare solo la luce tranquilla delle case siciliane nell’ora del silenzio. A sera, quando la capacità isolante delle pareti è allo stremo, la casa e le vetrate si aprono tutte lasciando entrare l’aria fresca serale e notturna.


In primavera, quando il sole è meno bruciante, la casa può permettersi di essere più estroversa, aprire le grandi persiane e lasciare spaziare lo sguardo sulle belle colline verdeggianti tutt’intorno, attraverso le vetrate grandissime. D’inverno, invece, qui piove ogni tanto e c’è bisogno di scaldarsi con una pic- cola stufa a legna.

La casa, vista da lontano sulle colline prova ad essere delicata, ad un solo piano e con il tetto a falde leggermente inclinate come quello delle case rurali del centro Sicilia, dai casali arabi ai bagli secenteschi prima che la memoria delle proporzioni si perdesse nell’edilizia in cassaforma. Il tetto non è rivestito di tegole ma di pietra calcarea chiara;; questa è un’accortezza per chi guarda da lontano e vedrà le falde confondersi o almeno parlare con gli speroni di roccia che spuntano dai campi arati e con gli altri ruderi di storie dei contadini che furono i siciliani.